ANIMA BLUES

Anima Blues, progetto blues che Eugenio Finardi ha creato, insieme al giovanissimo chitarrista romano Massimo Martellotta e a due vecchie volpi come Pippo Guarnera e Vince Vallicelli, vuol essere un personalissimo percorso nella storia ma soprattutto nei territori meno esplorati del genere.

 

Originalissimo già nell'inusuale formazione: Hammond, due chitarre e batteria, curatissimo nelle timbriche calde degli strumenti vintage, Anima Blues ha al suo centro la straordinaria voce ma soprattutto l’intensità di sentimento di un Finardi trasfigurato. Nell’ombra di un club si potrebbe quasi credere di stare assistendo alla performance di un Vecchio Maestro dal Delta del Mississippi tanto è autentico il suo trasporto nell’interpretare classici come “Soul of a Man” di Blind Willie Johnson o “Love in Vain” di Robert Johnson e sorprende non poco scoprire che “Holyland” e “Sweet Surrender” sono composizioni originali nate durante la progettazione del tour.

 

Particolare anche la scaletta che spazia dai classicissimi “Little Red Rooster” e “Spoonful” a “The House of the Risin’ Sun” e un omaggio ai Free con “Woman” passando per escursioni nel Second Line di New Orléans o in accenni di puro Soul! Il tutto affrontato in maniera traversa e inusuale che rende nuovi anche i classici più esplorati come “Hoochie Coochie Man”.

Novità che caratterizza anche le sonorità di Massimo Martellotta, chitarrista emozionante e ricco di fraseggi e tonalità sorprendenti mentre la ritmica è affidata al groove della batteria di Vince Vallicelli e alla solida “dancing left hand”, la mano sinistra con la quale Pippo Guarnera intreccia le sue danzanti linee di basso mentre la destra dialoga con i solisti…

 

Un concerto da non perdere assolutamente per i fan del Blues! Anzi da rivedere più volte perché l’improvvisazione ne è una parte essenziale. I Fan del Finardi cantautore gradiranno anche la presenza di alcune perle dal suo repertorio, interpretate in blues, come “Diesel” e “La mia vita senza te”.

Il Blues non si suona, si ha!

A me è arrivato insieme ai primi ormoni, con l’adolescenza…

La mia infanzia è stata estremamente protetta e mortalmente noiosa, non avevamo la televisione, si ascoltava solo musica classica, tutti i weekend in montagna…

Poi a tredici anni, nell’estate del ’65, ho passato un’estate da mia nonna negli USA, e nel corso di quella magica estate ho scoperto Disneyland, il sottile erotismo di Ian Fleming (leggendo “Dalla Russia con Amore” durante un interminabile viaggio coast to coast, in autobus), La Mustang ‘65 e, nel ritorno in nave, il mio primo bacio!

Ma ciò che ha veramente cambiato la mia vita è stato vedere alla televisione i Rolling Stones che cantavano Satisfaction! Cercai subito tutti i dischi che avevano pubblicato e, tornato in Italia, tampinai mio padre finché non mi comprò una Eko elettrica rosso fiammante e… Beh, il resto è storia. Il fatto è che, allora, gli Stones suonavano blues, anche abbastanza bene, e presto mi venne la curiosità di sentire gli originali.

Muddy Waters, Robert Johnson, John Lee Hooker mi toccarono l’anima, le loro voci roche, grezze, il loro modo di suonare goffo e viscerale diedero voce ai miei tormenti come nessuna impeccabile esecuzione classica aveva saputo fare.

Ho scoperto di avere il blues e di doverlo cantare.

Da allora il Blues è la mia musica segreta, quella che suono quando sono solo e ho un peso sull’Anima.

Il primo gruppo che formammo, Alberto Camerini ed io, si chiamava Dreaming Bus Blues Band ma presto il mestiere di cantautori prese il sopravvento e il blues rimase come passione segreta da condividere ogni tanto con altre anime perse di passaggio come Fabio TrevesAndy Forrest.

Nel ’97 ho anche fatto alcune divertentissime date con Rudy Rotta e Louisiana Red, ma la dimensione urbana, elettrica non è in perfetta sintonia con il mio sentire il blues.

Un paio d’anni fa sono stato invitato a cantare ad un concerto per commemorare Giulio Capiozzo il leggendario batterista degli Area. Patrizio FariselliAres Tavolazzi ed io suonammo Diesel per la prima volta insieme dalla mitica session dell’omonimo album. All’Hammond c’era Pippo Guarnera e Vince Vallicelli suonava la batteria…

Intanto il musicologo Franco Fabbri, che curava il programma di musica dal vivo “La stanza della musica” su Radio3 Rai, ebbe l’idea di ospitarmi per una puntata sul blues e mi ricordai degli intensi duetti con Massimo Martellotta durante l’incisione del CD Cinquantanni. Il suo treno era in ritardo e iniziò la trasmissione senza che avessimo potuto provare un solo pezzo eppure i cinque brani che improvvisammo suonano straordinariamente autentici e il bootleg è diventato un cult.

Quando Vince mi propose un tour di blues sapevo di avere finalmente il chitarrista giusto.

Nasce ANIMA BLUES.

 

Eugenio Finardi

Milano, marzo 2004

EUGENIO FINARDI 

"ANIMA BLUES"

CD

1. Mama Left Me (Finardi-Martellotta) 

2. Heart Of The Country (Finardi-Martellotta)

3. Pipe Dream (Finardi-Martellotta) 

4. Holyland (Eugenio Finardi) 

5. Long Way Home (Finardi-Martellotta) 

6. Marta´s Dream (Massimo Martellotta) 

7. Mojo Philtre (Harris-Finardi-Martellotta) 

8. Estrellita (Harris-Finardi-Martellotta-Guarnera-Vallicelli) 

9. Barnyard Mama

(Harris-Finardi-Martellotta-Guarnera-Vallicelli) 

10. Doctor Doctor (Finardi-Martellotta)

11. Spoonful (Willie Dixon) 

12. Sweet Surrender (Eugenio Finardi)

CD single

Holyland (Eugenio Finardi)

Barnyard Mama fast (Harris-Finardi-Martellotta-

Guarnera-Vallicelli)

Lil' Red Rooster (Willie Dixon)

LP Vinyl

 

Side 1

Mama Left Me (Finardi-Martellotta)

Heart Of The Country (Finardi-Martellotta)

Pipe Dream (Finardi-Martellotta)

Barnyard Mama fast (Harris-Finardi-Martellotta-

Guarnera-Vallicelli)

 

Side 2

Long Way Home (Finardi-Martellotta)

Marta´S Dream (Massimo Martellotta)

Sweet Surrender (Eugenio Finardi)

 

Side 3

Mojo Philtre (Harris-Finardi-Martellotta)

Estrellita (Harris-Finardi-Martellotta-Guarnera-Vallicelli) Holyland (Eugenio Finardi)

Barn Yard Mama (Harris-Finardi-Martellotta-

Guarnera-Vallicelli)

 

Side 4

Spoonful (Willie Dixon)

Doctor Doctor (Finardi-Martellotta)

Little Red Rooster (Willie Dixon)

Eugenio Finardi vocals, guitar, bass, harmonica

Massimo Martellotta guitar, lap steel, bass, Mellotron, 

backing vocals

Pippo Guarnera Hammond organ, Wurlitzer piano, backing vocals

Vince Vallicelli drums & percussion, backing vocals

 

Mark Harris backing vocals

Franco Limido harmonica in Tracks 1 and 4

 

Produced by Eugenio Finardi for EFsounds snc

Coproduced by Massimo Martellotta

Recorded, edited and mixed by Tommaso “Tommy” Colliva

at “Officine Meccaniche” studios in Milan, Italy, February 2005

Studio assistants Antonio Cupertino e Giuseppe Salvadori

Sound consultant Massimo Scagliarini

Photography Michael Frank

Artwork & graphics Studio Convertino

STORIA

Dovevano essere solo tre concerti, in altrettanti blues clubs.

Ci trovammo a casa di un collezionista di vintage Fender, a Forlì, per tre giorni di prove, giusto il tempo di mettere su un piccolo repertorio di classici su cui imbastire una jam session…

Ma “Anima*Blues” aveva altri progetti.

Mi resi conto, fin dalle prime note, che stava nascendo qualcosa di particolare, dalle sonorità antiche ma familiari; i limiti dei singoli, fondendosi con quelli degli altri, diventavano peculiarità che ci rendevano unici. E poi l’ispirazione! 

Solo in quei primi tre giorni sono nate “Holyland”, “Heart Of The Country”, “Marta’s Dream” e “Sweet Surrender”.

Era da “Accadueo” che non scrivevo qualcosa di nuovo, credevo che il pozzo si fosse prosciugato e invece ora non riusciamo a trovarci insieme senza che nasca un’idea…

Sono seguiti altri meravigliosi concerti, memorabile quello di Festambiente, e già nell’estate scorsa avrei voluto registrare un album dal vivo, ma la discografia non vive giorni felici e presto mi trovai impegolato in infinite discussioni sul budget, i tempi, la produzione… Decisi di farlo di tasca mia e diventare discografico/editore di me stesso!

Chiamai l’amico Sandro Pascucci sindaco di Longiano, piccolo paradiso sulle colline romagnole, sede di un vero gioiello, il Teatro Petrella, che ci ha ospitato per una settimana di prove registrate. Lì abbiamo raccolto e organizzato tutte le idee, i frammenti di testo, e, già che c’eravamo, anche scritto “Pipe Dream”, “Estrellita”, “Barn Yard Mama” e “Long Way Home”.

Ma per la registrazione finale ci serviva un tempio del vintage! Avevo ben chiaro il sound che volevo ottenere e per ottenerlo mi serviva il banco NEVE 5116 delle “Officine Meccaniche”, lo studio del mio amico Mauro Pagani.

E lì, in sette incredibili giorni di assoluta concentrazione, abbiamo finalmente registrato “Anima*Blues”.

Lì abbiamo scritto “Mojo Philtre”, ultimato “Mama Left Me” e, l’ultimo giorno alle 18, improvvisato “Doctor Doctor”.

E finalmente, riascoltandolo la notte, mi sono reso conto che stavo realizzando il mio personale Santo Graal, l’album perduto che-non-mi-hanno-mai-fatto-fare e che “Anima*Blues” è sì il mio nuovo album ma, per certi versi, anche il più antico perché lo sogno da esattamente 40 anni.

 

Eugenio Finardi

2005

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